Assaggi Pievi Vino Nobile di Montepulciano all’Anteprima ’26

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C’è un momento, arrivando a Montepulciano, in cui il paesaggio smette di essere sfondo e diventa racconto. Le colline, di un verde brillante, non delimitano soltanto un orizzonte sospeso, ma sembrano suggerire direzioni sensoriali, come se ogni crinale vitivinicolo custodisse una diversa inflessione del medesimo linguaggio. È proprio dentro questa cornice che gli assaggi Pievi Vino Nobile di Montepulciano assumono un significato da “Io” profondo: non semplici degustazioni, bensì mappe emotive del territorio.

Durante l’Anteprima di quest’anno, la sensazione è stata chiara fin dai primi sorsi: non si assiste più alla genesi di un progetto, ma alla sua maturazione. Le Pievi non sono più una tra molteplici ipotesi, sono diventate grammatica condivisa, un sistema di lettura che permette al territorio di esprimersi con maggiore nitidezza.

Assaggi Pievi

Assaggi Pievi Vino Nobile di Montepulciano: quando la storia diventa orientamento

Il concetto di Pieve affonda le radici nella suddivisione storica del territorio, ma oggi assume un valore nuovo. Non si tratta soltanto di riportare in etichetta un nome antico e incantevole, senza alterarlo, bensì di riconoscere che ogni porzione di suolo, esposizione e altitudine può imprimere al Prugnolo Gentile una sfumatura ben distinta.

Inoltre, parlare di Pievi significa parlare di profondità dello spirito territoriale. È un modo per leggere Montepulciano non più come blocco unico, ma come insieme di respiri differenti: dodici zone che diventano altrettanti accenti di una stessa voce. Di conseguenza, il vino non cambia identità personale, ma ne acquisisce definizione.

Ciò che emerge nel calice

Ciò che è emerso con forza dalle degustazioni è la percezione di un’identità ormai in fase di consolidamento. I profumi ricorrenti raccontano una denominazione fedele a se stessa, ma più centrata, mentre in bocca domina una tensione fresco–sapida che attraversa le Pievi come l’intenzione di una firma comune. E se i tannini sono perlopiù ben integrati nei vini certificati, risultano come è ovvio che sia, più nervosi e verticali nei campioni in affinamento, senza tuttavia spezzare l’equilibrio. Ne derivano vini slanciati, dinamici, raramente opulenti, dove l’eleganza espressiva supera di gran lunga la forza.

Le Pievi come polifonia territoriale

Osservando il mosaico che emerge dagli assaggi Pievi Vino Nobile di Montepulciano, si percepisce come ciascuna zona porti con sé un tratto riconoscibile che cercherò seppure in forma embrionale di schematizzare:

  • Caggiole si muove tra freschezza e verticalità floreale.
  • Cerliana predilige maturità di frutto e struttura.
  • Cervognano intreccia spezie e tessiture tanniche più fitte.
  • Gracciano trova un equilibrio naturale tra slancio e rotondità.
  • Le Grazie conserva un’impronta classica, felicemente rigorosa.
  • San Biagio mostra ricchezza gustativa e profondità.
  • Sant’Albino esprime eleganza speziata e architettura ordinata.
  • Sant’Ilario gioca su balsamicità e scorrevolezza.
  • Valardegna evidenzia spezie scure e integrazione fine.
  • Valiano rivela gioventù fragrante e chiusure ammandorlate.

In questo intreccio, il Vino Nobile conferma coerenza, e a chi ho sentito dire erroneamente che potrebbe creare confusione nella lettura rispondo: al contrario, che acquista tridimensionalità.

Un linguaggio che si sta definendo

Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano oggi non rappresentano dunque soltanto una suddivisione che a un osservatore distratto potrebbe apparire semplicemente produttiva. Sono diventate una chiave interpretativa, un invito a percorrere il territorio – come io amo fare – con lentezza; a leggere i suoli dove affondano le radici, come fossero pagine antiche. Ogni calice così, sembra restituire non solo una fetta di territorio, ma anche un frammento del paesaggio che lo ospita.

E mentre il progetto continua a evolversi, in me una certezza si fa strada: gli assaggi Pievi Vino Nobile di Montepulciano sono coordinate sensoriali che definiscono un linguaggio territoriale sempre più consapevole, capace di parlare al mondo senza perdere il proprio bellissimo accento poliziano.

Assaggi Pievi

Gli assaggi

Le valutazioni sono espresse in forma descrittiva, senza ricorso a punteggi numerici. L’ordine di descrizione è quello proposto durante la manifestazione.

LEGENDA: *Vino certificato DOCG / * *Campione in affinamento in bottiglia

PIEVE CAGGIOLE

Poliziano 2022*
Sbuffi di ciliegia e melagrana si intrecciano a erbe officinali e liquirizia in polvere; quindi il sorso avanza con tensione composta, tannino cucito addosso e invitante scia sapida.

Podere Tiberini 2022*
In principio sussurra elegantemente, poi schiude toni di damascena e pepe rosa; il centro bocca trova perfetta misura, tuttavia una frustata acida in chiusura amplia il quadro.

Poliziano 2021*
Naso quasi meditativo, oscilla tra bei refoli balsamici e speziatura di classe; in bocca l’asse fresco-sapido sostiene il passo con raffinata fermezza.

Podere Tiberini 2021*
Qui il profilo si apre: mentolo, frutta croccante e cespugli aromatici; l’attacco è salino, poi pennellate di freschezza rischiarano il lungo finale.

PIEVE CERLIANA

La Ciarliana 2022*
Frutto vivido e lampante, quindi un filo balsamico; il tannino morde con giovanile irruenza e le durezze in toto incidono il palato con gran carattere.

Vecchia Cantina di Montepulciano / “Cantina del Redi” 2022*
Aromi nitidi di frutta rossa e respiro da balsami; il sorso scorre sapido, con tannino vivace che disegna una chiusura luminosa.

Antico Colle 2022* *
Confettura scura e brezze saline di macchia; bocca ampia, generosa, dove equilibrio e sapore si fondono in un abbraccio pieno.

Tenuta Valdipiatta 2021*
Spezie nobili, mora matura e menta fresca, delineano un quadro olfattivo di prim’ordine; l’incipit è sapido, il centro bocca ricorda amarena sotto spirito, mentre la massa fenolica si integra con naturalezza.

PIEVE CERVOGNANO

Guidotti 2022* *
Coltre fruttata iniziale, poi erbe officinali e liquirizia in polvere; il sorso si distende gustoso, con freschezza gentile e tannino già ben domato.

Boscarelli / Costa Grande 2022* *
Toni di erbe fini e tabacco da fiuto accarezzano una frutta sottile; l’attacco è sapido, quindi una freschezza vigorosa permea il palato come fosse un marchio di fabbrica.

Marchesi Frescobaldi – Tenuta Calimaia / Viacroce 2022* *
Frutto ben maturo, pot-pourri e spezie fine in una raffinata girandola odorosa; la bocca è tesa, vitale, con eco speziata a suggellare.

Vecchia Cantina di Montepulciano / Cantine del Redi 2022*
Naso giovanile ed estroverso, con ciliegia tipica in bella mostra; la bocca accenna morbidezza, poi si ravviva in coda con gentile guizzo fresco.

Le Bèrne / Alto 2022*
Naso profondo, intessuto di spezie nobili e tocchi più dolci; ingresso gustativo suadente, quindi tannino preciso che guida con misura.

Boscarelli / Costagrande 2021*
Frutto deciso ed un cesto di fiori si fondono ad un fresco tono balsamico; il tannino virile si manifesta senza indugio e accompagna fino alla scia minerale.

Fattoria Svetoni 2021*
Pimpanti toni da torrefazione, erbe aromatiche e china; equilibrio nitido, modulazione armonica che scivola con compostezza.

PIEVE GRACCIANO

Tenuta di Gracciano della Seta 2022 * *
Ricordi di amarena e prugna matura con splendido soffio mentolato; sorso centrato, sapidità a piccoli lampi che allungano la persistenza.

Tenuta di Gracciano della Seta 2021*
Balsami, viole e toni di rose, su frutto croccante; la bocca si distende, poi un grip tannico elegante chiude con energia composta.

PIEVE LE GRAZIE

Talosa / Vigna Chiusino 2021*
Denso e ben concentrato, con adeguati richiami di amarena sotto spirito, bacche scure, striature balsamiche; la bocca è ricca, presa tannica maschia e finale salino che ingigantisce il finale.

PIEVE SAN BIAGIO

Le Bertille 2022* *
Un tripudio al frutto maturo, appena confetturato, con note di cuoio gentile in appendice; risponde pieno e gustoso, con materia che avvolge.

Le Bertille 2021*
Architettura olfattiva nitida tra mentolo ed erbe aromatiche; il sorso è equilibrato, tannino già dolce che accompagna senza essere chiassoso.

PIEVE SANT’ALBINO

Carpineto / Poggio Sant’Enrico Grande 2022* *
Bei refoli di spezie dolci e una cascata di frutta rossa; bocca ricca, tannino di bella estrazione che scolpisce il lungo finale.

Carpineto / Poggio Sant’Enrico Grande 2021*
L’intensità fruttata si fa rossa e nera al contempo, con splendidi guizzi di ginepro; struttura ordinata, tannino pettinato, chiusura fresca che rifinisce il quadro.

PIEVE SANT’ILARIO

Tenuta Poggio alla Sala 2022* *
Il naso si snoda tra note di mentolo, bacche selvatiche e più profondi toni di china; il sorso è sapido, tannino espresso con chiarezza e a gran ritmo.

Fattoria del Cerro 2021*
Frutto rosso e fiori intrecciati a dovere a note di spezie dolci e balsami; succoso, sapido, con presa tannica adeguata che sostiene l’arco gustativo.

Tenuta Poggio alla Sala 2021*
Si schiude su dolci sensazioni di amarena, ciliegia e kirsch in evidenza; bocca assolutamente coerente, tannino ben fuso che accompagna con garbo.

PIEVE VALARDEGNA

Il Molinaccio di Montepulciano 2021*
Incalza con ricordi profondi di spezie scure, poi liquirizia gommosa su frutto felicemente compatto; gusto pieno, tannino decisamente calibrato che prolunga la lunga scia.

Ercolani 2021*
Ricordi di rovere misurato, macchia marina e immancabile toni di ciliegia; sorso succoso e sapido, tannino vellutato come trama fine.

Pieve Valiano

Tenuta Trerose 2022* *
Profuma di erbe officinale e frutta croccante rossa e nera; equilibrio centrato, quindi una sfumatura piacevolmente ammandorlata chiude l’elegante bocca.

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2026-02-16T12:39:05+01:00Di |
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