Costa Arènte e l’Amarone della Valpantena: una verticale nel tempo

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Il vento arriva dai Monti Lessini con un soffio improvviso e attraversa i vigneti di Costa Arènte, scendendo lungo la valle e infilando i filari come una lama sottile. Mi sfiora il viso, poi si placa per un attimo, lasciando nell’aria quell’odore particolare che solo le più belle vigne di collina sanno restituire.

Sono immerso tra i vigneti di Costa Arènte, nel cuore della Valpantena. Sotto le scarpe il terreno è compatto, disseminato di piccole pietre calcaree che brillano alla luce del pomeriggio. Mi chino, ne raccolgo una manciata e la lascio scivolare tra le dita. È una terra povera solo in apparenza: dentro queste schegge di roccia vive la trama minerale che sostiene il carattere dei vini della valle.

Questa terra calcarea racconta una storia antica che le vigne che la abitano oggi possono narrare. Milioni di anni fa qui c’era il mare, e le rocce bianche che affiorano tra i filari sono ciò che resta di antichi fondali marini compressi dal tempo. È da questa memoria minerale che i vini della Valpantena ereditano tensione ed eleganza.

Vigneti sulle colline della Valpantena vicino Verona

I vigneti di Costa Arènte in Valpantena

Il vento, qui sempre al mio fianco, torna a muoversi tra le foglie della vite. Da quassù la Valpantena si apre come un corridoio naturale che spinge lo sguardo verso Verona, mentre alle spalle i Lessini ricordano che questa è una terra di confine, dove la viticoltura dialoga continuamente con la montagna.

Costa Arènte in Valpantena

È in questo paesaggio, sospeso tra aria fresca e luce piena, che ha preso forma Costa Arènte, azienda entrata nel 2015 nel progetto Le Tenute del Leone Alato, il polo vitivinicolo di Genagricola, che riunisce realtà agricole distribuite in diversi territori italiani, ciascuna chiamata a esprimere il carattere del proprio luogo.

Qui, in Valpantena, l’ambizione è quella di interpretare la valle attraverso una sintesi tra identità territoriale, ricerca enologica e coerenza stilistica.

Logo Costa Arènte sulla vetrata della cantina con vista sui vigneti della Valpantena

La cantina Costa Arènte affacciata sui vigneti della valle

A dare misura a questo racconto c’è la mano di Riccardo Cotarella, nome celebre dell’enologia mondiale, che quest’anno si prepara ad affrontare la sua sessantunesima vendemmia, con uno sguardo sempre rivolto alla contemporaneità. Qui non cerca di sovrapporre una firma, ma di trovare una misura: restituire all’Amarone della Valpolicella una dimensione di eleganza, dove la profondità del vino non rinunci alla freschezza e alla leggibilità.

Ma prima di parlare di tecnica e di cantina basta restare qualche minuto tra questi filari per capire una cosa semplice: in Valpantena il vino nasce prima di tutto dal paesaggio.

Vigneti sulle colline della Valpantena area di produzione dell'Amarone

Filari di Costa Arènte sulle colline della Valpantena

Il territorio di Costa Arènte in Valpantena

Nel linguaggio del vino esiste una parola che ritorna spesso: terroir.

È il modo con cui si cerca di racchiudere, in un solo termine, l’insieme di suolo, clima, paesaggio, storia e genius loci che danno identità a un vino.

Qui, però, il concetto sembra allargarsi ancora di più.

Territorio è il paesaggio che stringe le vigne.
È anche l’equilibrio biologico che vive nel vigneto.
E, soprattutto, il lungo rapporto tra l’uomo e la vite.

A Costa Arènte questa idea prende forma anche in un lavoro molto concreto. Qui la biodiversità dei vigneti viene osservata e monitorata con attenzione, studiando la presenza di insetti, piante spontanee e microfauna del suolo.

È un modo per ricordare che il vino nasce sempre da un ecosistema delicato, dove ogni elemento contribuisce alla qualità del frutto.

La visione enologica di Costa Arènte

Masterclass dedicata ai vini della Valpantena

Durante la masterclass da sin. Giovanni Casati enologo di cantina, Riccardo Cotarella, consulente enologico, Igor Boccardo AD Leone Alato

In un progetto vitivinicolo il territorio da solo non basta. Serve uno sguardo capace di interpretarlo.

Qui entra in scena il consulente Riccardo Cotarella. Il percorso è iniziato nel 2016, quando Giovanni Casati, enologo in cantina, e Cotarella hanno iniziato a costruire lo stile dei vini ancora prima che la nuova cantina fosse completata.

Per anni l’Amarone è stato raccontato soprattutto attraverso la potenza: concentrazione, alcol, struttura. Cotarella cerca invece un’altra strada. Vuole Amaroni profondi ma leggibili, complessi ma dinamici.

Come ha ricordato durante la masterclass a cui ho preso parte:

«L’Amarone non deve essere un vino pesante. Deve avere struttura, certo, ma sostenuta da freschezza. L’eleganza nasce proprio da questo equilibrio.»

Storicamente l’Amarone è stato spesso considerato un vino da piatti ricchi e saporiti, destinato a confrontarsi con cucine importanti e grasse. Oggi, quando è realizzato con misura, può invece accompagnare l’intero pasto, sostenendo la tavola senza appesantirla.

L’Amarone Costa Arènte, non è un vino concepito soltanto attraverso le analisi. È un rosso che nasce soprattutto dall’assaggio continuo in cantina, da quel dialogo silenzioso tra chi lo produce e il vino che sta prendendo forma.

È lì che si gioca l’eleganza. Come ha raccontato il consulente durante l’incontro: «Io parlo con il vino, e il vino mi risponde attraverso i sensi.»

Tradizione e tecnologia nella cantina Costa Arènte

La maturazione dell’Amarone nelle botti della cantina Costa Arènte

L’altra parola chiave del progetto è innovazione.

Nel passato l’appassimento delle uve avveniva in fruttai dove il clima decideva quasi tutto: temperatura, ventilazione, umidità. Era un processo affascinante ma imprevedibile, affidato all’andamento della stagione.

Oggi a Costa Arènte questo passaggio viene accompagnato da sistemi di controllo che permettono di mantenere l’appassimento leggero e costante, preservando la sanità degli acini e la precisione aromatica delle uve.

Durante la disidratazione gran parte delle sostanze aromatiche e dei polifenoli si concentra nella buccia. Non a caso Cotarella ha insistito su un punto decisivo:
«Dopo l’appassimento tutto è nella buccia: colore, aromi, tannini. È lì che si decide l’equilibrio del vino.»

L’appassimento delle uve, fase fondamentale nella produzione dell’Amarone

La fermentazione richiede poi un’attenzione altrettanto rigorosa. Temperature troppo basse la rallentano, mentre valori troppo elevati possono liberare tannini amari e verdi. Anche il tempo di contatto tra bucce e mosto diventa fondamentale: troppo breve e il vino perde carattere, troppo lungo e rischia di diventare sgraziato.

La tecnologia, in questo contesto, non sostituisce la tradizione. La protegge.

In un’epoca segnata da stagioni sempre più estreme, strumenti e conoscenza diventano anche il modo per accompagnare il vigneto dentro le sfide del cambiamento climatico.

È il mezzo che consente di tradurre con maggiore precisione ciò che la vigna ha raccontato durante la stagione, mantenendo intatta l’identità dei vini.

Il tempo dell’Amarone della Valpantena

Durante l’incontro l’azienda ha scelto di raccontare il proprio lavoro attraverso una degustazione verticale dell’Amarone della Valpantena.

Non un semplice assaggio di annate diverse, ma un modo per mostrare come il tempo attraversi questi vini, modellandone il carattere.

Una sequenza pensata per mettere in luce:

  • la longevità naturale dell’Amarone

  • la coerenza stilistica costruita vendemmia dopo vendemmia.

La verticale dell’Amarone della Valpantena Costa Arènte

Il racconto nel calice comincia con un assioma: la voce della Valpantena è unica nel contesto della Valpolicella.

Qui il frutto appare spesso più croccante, mentre la trama tannica assume una consistenza particolare.

Sfumature già chiare nel Valpolicella Valpantena Superiore 2023, porta d’ingresso allo stile della cantina.

Per Cotarella il vino base è sempre il più rivelatore: è lì che si percepisce subito la coerenza di un progetto. Qui espressa in doti di freschezza ed eleganza, al naso come al gusto.

Il Ripasso Valpantena Superiore 2021, ottenuto con il tradizionale ripasso sulle vinacce dell’Amarone, esprime morbidezza e freschezza in equilibrio, privilegiando finezza e bevibilità.

Ma è con l’Amarone della Valpantena che il racconto entra davvero nella sua parte più profonda. La degustazione si sviluppa in verticale, per osservare come il tempo modelli il vino.

Bottiglia di Amarone della Valpolicella Valpantena Costa Arènte

Amarone della Valpolicella Valpantena Costa Arènte

👉 Se vuoi approfondire altre degustazioni di Amarone della Valpolicella puoi leggere anche le mie degustazioni di Amarone.

Le annate dell’Amarone della Valpantena

Il 2020 appare raffinato e definito.
Il 2019 è materico e profondo.
Il 2018 trova un equilibrio naturale.
Il 2017 racconta un’annata complessa.
Il 2016 segna l’inizio della visione stilistica di Cotarella.

L’Amarone della Valpantena Riserva 2019 mostra purezza espressiva e quella consonanza d’insieme che lo fa definire grandioso.

Chiude il percorso il Recioto della Valpantena 2022, interpretazione del tutto moderna che fa della gentilezza la sua carta vincente.

Attraversare queste annate una dopo l’altra significa capire come l’Amarone di casa possa cambiare volto nel tempo senza perdere la propria identità. È il segno di uno stile ben a fuoco, capace di durare nel tempo.

Il vino come racconto del paesaggio

Il paesaggio della Valpantena

Quando lascio i vigneti di Costa Arènte il vento torna a scendere dai Monti Lessini.

Muove lentamente le foglie della vite e attraversa i filari con lo stesso soffio che avevo sentito all’arrivo.

È in momenti come questo che si capisce davvero cosa sia il vino. Non solo un liquido nel bicchiere. Ma il racconto di un paesaggio che continua a parlare anche quando il calice è vuoto.

E in Valpantena, a volte, basta il vento per ricordarlo.

Degustazioni

Tutti i vini recensiti sono stati prodotti da uve Corvina, Corvinone, Rondinella e altre varietà ammesse da disciplinare. In ogni campione è specificato il tipo di maturazione.

Valpolicella e Ripasso

Valpolicella Valpantena Superiore 2023
1 anno in acciaio e anfora – 13,5% – annata estrema

Si apre su visciola fresca, susina, erbe officinali e petali di rose, con una nettezza aromatica che sembra portarsi dietro l’aria viva dei Lessini. Il sorso è vitale e ben armonizzato, sostenuto da una tensione acida che lo mantiene preciso, e da trama fenolica sinuosa. Chiude sapido, restituendo tutta l’energia della valle.

Valpolicella Valpantena Ripasso Superiore 2021
18 mesi in barrique – 14,5% – annata eccellente

Ciliegia matura, tanti fiori e sbuffi minerali, disegnano un profilo profondo ma mai greve. In bocca acquista volume senza perdere slancio: il frutto resta leggibile e il tannino calibrato accompagna, assieme a brillante freschezza il sorso con misura. Epilogo dal passo sicuro, con scia scura e composta.

Amarone della Valpantena

Amarone della Valpolicella Valpantena 2020 – Anteprima
2 anni in tonneaux, 1 anno in botte di Slavonia – 16,5% – annata discontinua

Naso importante, gioviale, di frutta rossa e nera, arancia e pan di spezie, con nette nuance di fiori estivi. Sorso compatto ed energico: tannini accurati e una freschezza ben calibrata tengono il vino in tensione. Lunga la persistenza, attraversata da pimpanti ricordi fruttati.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2019
2 anni in tonneaux, 1 anno in botte di Slavonia – 16% – annata eccellente

Annata più generosa con accelerazione aromatica di ciliegia nera, grafite, coriandolo, tabacco dolce, spezie e sussulti balsamici. Al palato si manifesta carico di materia, vigoroso, profondo, pur custodendo una certa vivacità grazie a pregiata sinergia fresco-sapida.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2018
2 anni in tonneaux, 1 anno in botte di Slavonia – 16,5% – annata regolare

Profilo più raccolto, dove ciliegia matura, erbe aromatiche e sfumature di spezie scure si compongono con naturale armonia. Il sorso trova un equilibrio tra freschezza e struttura soppesata, con tannini lievi e già integrati e passo continuo. Chiude elegante, come se il vino rallentasse da sé il proprio respiro.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2017
2 anni in tonneaux, 1 anno in botte di Slavonia – 17% – annata complessa

Annata segnata da condizioni climatiche difficili (gelate, calore, grandine), ben gestita, che restituisce un vino intenso e concentrato. Il naso si muove tra frutta scura e rossa, liquirizia, toni di torrefazione e spezie nere. Il sorso è vigoroso, con materia importante e tannini disciolti. Il finale resta ampio e caldo, portando con sé tutto l’ardore dell’annata.

Amarone della Valpolicella Valpantena 2016
2 anni in tonneaux, 1 anno in botte di Slavonia – 16,5% – annata eccellente

Il bouquet si apre con solarità tra frutta rossa in confettura, pampepato, tabacco e pepe in grani. In bocca è una gioiosa altalena tra morbidezza, calore e tannini di bella fittezza e maturità, e sostanziale bilanciamento in uscita con il côte fresco-sapido. Finale di ottima estensione.

Amarone della Valpolicella Valpantena Riserva 2019 – Anteprima

3 anni in tonneaux, 1 anno in botte di Slavonia – 16,5% – annata eccellente

Il naso è tutto charme, nobilmente definito da una girandola di ricordi di frutta rossa, un cesto di fiori e refoli di spezie, che nell’insieme trovano un equilibrio più maturo. Di appagante struttura e strabiliante bevibilità, si distende armonico con tessitura tannica da manuale. Finale da tempo sospeso.

Recioto della Valpantena

Recioto della Valpolicella Valpantena 2022

1 anno in tonneaux di rovere francese di secondo passaggio – 14% – annata calda

Al naso un vortice di profumi freschi di fiori e frutta, con compendio di erbe aromatiche e spezie. In bocca ha precisa corrispondenza con l’olfatto, attiva freschezza e tannini smussati che completano il quadro. Il finale resta luminoso, con una sensazione quasi succosa che ricorda una spremuta d’uva appena colta.

2026-03-11T14:14:16+01:00Di |
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