Mastrojanni

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Non mi sazio mai di ascoltare il The Köln Concert di Keith Jarrett, un capolavoro di straordinaria improvvisazione che rappresenta una connessione irripetibile di musica Tardoromantica, Gospel e Jazz, che mi accompagna come colonna sonora di vita da una trentina d’anni a questa parte. Mi piace ascoltarlo fumando il Moro, il miglior sigaro italiano, mentre degusto un Brunello di Montalcino di Mastrojanni che per me rappresenta l’amore nel bicchiere. Il vino che vi propongo è della piovosa annata 2014, che non è certo la migliore espressione per la Docg e per l’azienda in questione, ma fa parte di quei campioni che mi affascinano per la felice interpretazione del millesimo e perché ha in sé le uve dei cru di casa non prodotti. Nella tenuta, posizionata nel caldo quadrante a sud-est della denominazione, si lavora la vigna a mano, il terreno viene vitalizzato con humus di lombrico e in cantina solo botte grande e maturazioni da Riserva per tutti i Brunello.

Dopo la scomparsa dell’Avvocato Mastrojanni l’azienda è divenuta nel 2008 parte del Gruppo Illy, proprietà che è subentrata in punta di piedi senza cambiare una virgola nell’impostazione della cantina, dove tutte le figure che prendono parte al processo produttivo ed il resto della squadra aziendale sono rimasti inalterati.

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Brunello di Montalcino Mastrojanni 2014

LA DEGUSTAZIONE
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2021-04-23T00:48:15+01:00
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