Un evento di successo a numero chiuso che ha permesso a soli 25 comunicatori del vino, per quattro weekend, di degustare il frutto delle meravigliose annate 2016 e Riserva 2015. Di seguito il resoconto dei miei assaggi.

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Photo by Consorzio del vino Brunello di Montalcino

È stato un bello sforzo di coraggio quello del Consorzio del vino Brunello di Montalcino di organizzare in piena pandemia da Covid-19 un evento preparato perfettamente ed in totale sicurezza (!) nel Complesso di Sant’Agostino, per presentare a pochi addetti ai lavori i nuovi millesimi. A me è toccata la giornata assolata del 20 marzo, un sabato da ricordare perché raramente mi è capitato in tanti anni da degustatore di poter assaggiare in un sol colpo una sfilza di campioni di così alto pregio, con una qualità tanto costante.

Photo by Pablo R. Frascona

Tra le oltre 140 etichette a disposizione, mi sono subito immerso negli assaggi dei Brunello annata 2016, quella che è stata celebrata dagli agronomi ed enologi di zona come “il millesimo senza imprevisti”. Nel calice alcun dubbio sulla nobile progenie dei prodotti, che hanno dimostrato equilibrio ed armonia d’insieme invidiabile, nonché una repentina capacità di evolversi sul piano olfattivo, al punto che spesso si è faticato ad andare avanti per non perdere alcuna sfumatura di tanto ben di Dio!

Photo by Consorzio del vino Brunello di Montalcino

Il primo pensiero è stato sì all’annata del tutto favorevole, ma soprattutto alla magistrale interpretazione della stessa da parte di un’intera Denominazione che dimostra di avere idee ben chiare su ciò che vuol dire riconoscibilità del territorio nel bicchiere. Tutti i versanti della Docg sono emersi ad ogni assaggio e prepotentemente con le loro peculiarità, segno di un’invidiabile identità che contraddistingue il Brunello di Montalcino. I 2016 sono dunque vini pressoché pronti, già ben godibili, con una palette aromatique straordinaria; ben a fuoco rispetto ai versanti d’appartenenza, molto equilibrati e con un’impalcatura tannica distesa soprattutto nelle versioni “cru” Vigna / Selezione.

Sul tema Riserva 2015 solo conferme a sottolineare l’estrema qualità generale già apprezzata lo scorso anno con i campioni “annata” durante Benvenuto Brunello 2020.

Photo by Pablo R. Frascona

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Niente punteggi per questa dozzina di Brunello di Montalcino che ho selezionati tra tutti, solo brevi appunti per una piccola rassegna di vini emozionanti, di cui parlerò più approfonditamente nella sezione DEGUSTAZIONI – VINO

Troverete presto anche le recensioni dei tanti campioni assaggiati durante la manifestazione, comprensivi delle versioni Vigna / Selezione e Riserva.

AGOSTINA PIERI

Naso dapprima reticente e timido, una volta dischiuso esplode letteralmente con tutta la declinazione dei rimandi silvestri. Bocca aggraziata nonostante una buona presa della massa fenolica.

ALBATRETI

Bel mix balsamico e fruttato, senza perdere di vista il côté più terragno. Centrato nell’equilibrio e dal tannino disciolto, con tono affumicato in chiusura.

ARGIANO

Grandissima eleganza olfattiva per un naso complesso e profondo, preludio di una bocca dalla freschezza “old school” che fa innamorare al primo sorso.

CAPANNA

Scoppiettante nei ricordi di frutti selvatici, pot-pourri floreale, sottobosco e foglie secche. Assaggio amplissimo, con il rigore di chi sa di avere dalla sua tannini diligenti e una lunghezza difficilmente imbrigliabile.

CARPINETO

Bouquet minuzioso altamente balsamico, con frutta rossa e di bosco a corredo. Tannino ben pettinato in una bocca dall’ottima disposizione delle componenti. Lunga scia boisé in coda.

CASTELLO ROMITORIO

Carattere estroverso dalla prima olfazione con note di rara complessità. All’assaggio è ricco e ben risoluto nella morsa sapido-tannica. Incrollabile l’eco aromatica finale.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Gentile nelle sensazioni di frutti di bosco, ciliegia, con incursioni più cupe di china e richiami di ferro. Gusto carnoso e impalcatura tannica precisa; epilogo lungo e ben rispondente.

GIODO

Sembra di entrare in un mercato di spezie ed erbe aromatiche, con annesse torrefazione e un banco di frutta ben assortito. È pingue e gentile al contempo, senza cedere un micron in termini di freschezza.

LA FIORITA

Tra i nasi meglio definiti, con bei rilasci di mela rossa e granatina, ciliegia e una cascata di spezie scure. Sorso dal carattere accondiscendente, benché presenti un tannino decisamente vitale e di ottima grana.

ROBERTO CIPRESSO

Coacervo di frutta a pasta rossa ben matura, spezie scure, ceralacca e sottobosco. La bocca ha andatura più immediata, ricca, potente, dal tannino di razza, ancora galoppante. Chiusura pregiata.

VENTOLAIO

Alla tostatura iniziale rispondono bellissime note di erbe aromatiche e tartufo. Gusto concreto, grintoso nella massa tannica, dalla persistenza straripante.

TIEZZI

Tripudio di mentolo, rosa e frutta ben matura al naso, ad aprire il sipario ad un sorso dal tannino di giusta presa e proporzione. Finale virtuoso e duraturo.

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2021-12-06T09:56:07+01:00
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