In terra poliziana c’è grande fermento tra i produttori del Vino Nobile di Montepulciano per la nascita della nuova tipologia Pieve. Chi ha pensato alla sola introduzione del concetto di cru in etichetta è fuori strada, la menzione avanguardistica Pieve interesserà sì i territori vocati di Montepulciano, ma volgendo lo sguardo alle zone antiche del territorio: una sorta di rilancio della storia in chiave attuale.

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Photo by Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

Il Vino Nobile di Montepulciano gode di un passato vitivinicolo antichissimo, distinto e purtroppo male inteso.

Benché il suo nome riporti l’invidiabile aggettivo “Nobile”, questo a vederla bene non ha poi così tanto giovato ad uno dei rossi più rinomati di Toscana, generando frequenti confusioni non essendo esso stesso unico ed irripetibile. In altre parole, troppo spesso un vino appartenente a qualsiasi tipologia può essere definito nobile, e ciò non è funzionale all’unicità del nome del nostro benemerito del vino italiano, che ricordiamo ancora una volta essere stato il primo rosso a conquistare la fascetta della Docg.

Ulteriore fattore di confusione, senz’altro il più influente, è stato generato con l’istituzione della Doc Montepulciano d’Abruzzo a fine anni Sessanta, che ha incredibilmente disorientato i consumatori dell’epoca e quelli meno avvezzi di oggi, che ancora faticano a distinguere i due vini che risultano per ovvie ragioni storiche, territoriali e produttive completamente differenti.

Dopo anni di “stanchezza” comunicativa per uno dei rossi più importanti del Belpaese, ritrovo finalmente una grande vigoria. L’aver introdotto lo scorso anno in etichetta la menzione Toscana ha già di per sé avviato questo processo, che prende oggi forma con l’introduzione della nuova tipologia Pieve, un forte segnale di voler rimettere piede su qualcosa di concreto, e che culminerà con tante novità future.

Photo by Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

Genesi e nascita della tipologia Pieve

Lo studio del territorio e delle sue caratteristiche geologiche e pedologiche non è cosa nuova in terra poliziana. Risalgono agli anni ’90 i primi studi di zonazione del territorio di Montepulciano con la supervisione del progetto affidata al Prof. Attilio Scienza, i cui risultati sono poi confluiti nell’accurata mappa realizzata da Enogea. Da questa base il Consorzio del Vino Nobile coadiuvato da un pull di esperti si è spinto ancora più in profondità, passando a setaccio documenti di archivi storici e studiando approfonditamente il Catasto Leopoldino ottocentesco sviluppato durante il Granducato Lorenese, che a sua volta prendeva ispirazione dalle pievi, edifici e territori di riferimento tardo romani e longobardi, fino ad individuare 12 zone di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive), che saranno anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta.

Questo brillante esempio di accordo e cooperazione all’interno del Consorzio di Tutela, che grazie ad un percorso di analisi e ricerca riesce ad ampliare il proprio disciplinare di produzione affiancando le tipologie Annata e Riserva con la menzione della Pieve, si concretizzerà secondo l’iter burocratico con vini immessi in commercio non prima del 2024.

Gli enologi Riccardo Cotarella, Franco Bernabei, Lorenzo Landi – Photo by Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

Le Caratteristiche dei Vini Pieve

I vini che riporteranno in etichetta la menzione della Pieve di riferimento (territorio di produzione), saranno prodotti da vigne di almeno 15 anni di età.

Il disciplinare ammetterà la vinificazione di Sangiovese (in zona detto Prugnolo Gentile) per almeno l’85%, con restante quota di uve Mammolo, Ciliegiolo, Canaiolo e Colorino, quest’ultimo essendo fortemente caratterizzante in termini di colore per un massimo del 5%. Le uve saranno esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice.

Il processo di maturazione e affinamento avverrà per un periodo totale di 36 mesi.

Alla tipologia Pieve sarà dedicata una commissione interna al Consorzio, composta da tecnici ed enologi per valutare che le caratteristiche dei vini prodotti corrispondano al disciplinare stesso.

Photo by Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

NOTE DI DEGUSTAZIONE

È stato emozionante poter degustare durante l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2021 i primi campioni sperimentali di questo progetto. Una sorta di blind tasting di rossi targati 2020 non nel senso stretto del termine, in quanto era nota alla stampa la Pieve di provenienza ma non è stato dichiarato il produttore. La degustazione è stata condotta da enologi di grido tra cui Lorenzo Landi, Franco Bernabei, Riccardo Cotarella.

Sebbene fossero campioni il più delle volte indietro dal punto di vista della maturazione, l’assaggio è stato entusiasmante, denotando una fortissima connotazione territoriale attribuibile ad ogni singola Pieve presa in esame e dimostrando ancora una volta come l’areale poliziano sia tra i più variegati ed interessanti d’Italia. Di seguito brevi note di degustazione.

1 Pieve Cervognano

Fulgide note di frutta compatta accompagnate da nuance di spezie. Tannino energico in bella mostra.

2 Pieve Cerliana

Il mélange di frutta rossa croccante e spezie si completa con intensi ricordi floreali. La bocca è ricca con massa fenolica ancora scalciante.

3 Pieve Caggiole

Predomina il côté floreale, poi emergono spunti di stampo minerale e note di frutta. Corpo pieno, sapidità gustosa e tannini vivi.

4 Pieve Sant’Albino

Sulla bilancia aromatica profumi avvinghiati di fiori e frutta. La scia sapida caratterizza tutto l’arco d’assaggio che chiude con smaccata freschezza.

5 Pieve Valiano

Coltre di nobili sensazioni vegetali ad avvolgere bei toni di frutta ed erbe aromatiche, il tutto sospinto da netta nota balsamica. Il tannino è già risolto è appare ben integrato.

6 Pieve Ascianello

È estemporaneo nei rimandi a iodio e selce, ciliegia e frutti neri. Bella tensione in bocca, che risulta succosa, ricca di sale e dettata da fenoli composti.

7 Pieve San Biagio

Impersonifica perfettamente la tipologia con tutte le sensazioni odorose ben espresse e tannini imprevedibilmente già setosi ed intriganti.

8 Pieve Le Grazie

Il quadro d’aromi è incentrato su toni intensi di frutta e fiori, con il coronamento delle note più profonde di spezie scure. Massa fenolica giovanile e vibrante a connotare lo sviluppo gustativo.

9 Pieve Gracciano

Naso dettato da ricordi di frutti di bosco e violetta, salgemma, spezie fini e un tocco minerale. Sapidità distinta e tannino nobile marcano l’assaggio.

10 Pieve Badia

Le note di frutta soccombono a richiami di spezie d’oriente, anice e timide pennellate vegetali. Il tannino è ancora “minorenne” ma promette benissimo.

11 Pieve Argiano

Parte altezzoso con bei rimandi di frutta per cedere il passo a ricordi floreali, poi cuoio e tabacco. Sorso dinamico, con tannino ficcante.

12 Pieve Valardegna

La componente fruttata appare già ben espressa come pure i richiami di viola, altamente distinguibili, e quelli di spezie dolci che lasciano una piacevole firma in chiosa. Bocca piena e tannino “spettinato” denotano un percorso evolutivo appena cominciato.

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2021-06-14T14:39:18+01:00
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