L’Anteprima Benvenuto Brunello celebra il suo 30° anniversario con una formula innovativa svolta per la prima volta nel mese di novembre: 11 giorni di degustazioni che hanno coinvolto stampa nazionale ed internazionale, blogger, influencer, sommelier dell’alta ristorazione e wine lover. Di seguito una breve inquadratura del territorio e le note di degustazione dei miei migliori assaggi.

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Nello splendido Complesso di Sant’Agostino il Consorzio del vino Brunello di Montalcino ha organizzato per stampa, addetti ai lavori e wine lovers l’anteprima delle nuove annate con 119 cantine che hanno proposto i loro Brunello 2017, il Brunello Riserva 2016 e il Rosso di Montalcino 2020 assieme a qualche etichetta di Moscadello e Sant’Antimo.

Se da un lato l’entusiasmo di poter assaggiare la Riserva 2016 non mi facesse stare nella pelle dopo aver goduto lo scorso anno di una carrellata di campioni straordinari (CLICCA QUI), devo ammettere che ero un tantino prevenuto riguardo ai vini targati 2017 figli di un millesimo problematico per via del caldo torrido e la siccità che ha afflitto la maggior parte delle zone vinicole d’Italia, con un notevole calo produttivo rispetto al millesimo precedente (Toscana -45% – fonte Assoenologi).

Photo by Consorzio del vino Brunello di Montalcino

Ma Montalcino, luogo celebre del vino dove non mancano personaggi, temi e luoghi che animano una denominazione speciale, mi ha abituato negli anni a rivedere i miei idealtipi enologici offrendomi una chiave di lettura dei millesimi a sé.

Tra i segreti che determinano l’enorme qualità dei Brunello anche in annate complicate, meritano di essere citati almeno due elementi: la funzione di termoregolazione svolta dalle Crete Senesi e dal Monte Amiata e il fattore umano di grande valore tecnico.

Le Crete Senesi con il loro paesaggio lunare sono una zona tondeggiante che borda l’Appennino, i Monti del Chianti, Montalcino e Montepulciano. Questa “scodella” posizionata a bassa quota e composta solo di creta, raggiunge durante il giorno d’estate temperature molto elevate che, come nelle zone desertiche, calano più di 20 gradi durante la notte. Lo sbalzo termico fa avvenire un risucchio dell’aria che apre le porte nel caso di Montalcino alle correnti marine umide e fresche provenienti dalla Maremma; un infallibile termo regolatore che permette alla denominazione di godere di un clima tendenzialmente non piovoso, con temperature mai eccessive. La grande ventilazione concede inoltre limpidezza del cielo e dunque l’irraggiamento molto buono della pianta, che può nutrirsi dell’umidità senza soffrirne la presenza. L’altro regolatore fondamentale è il Monte Amiata, che a sud fa da scudo allo Scirocco, mentre la denominazione è aperta diagonalmente al Grecale dal mare e ai venti che provengono dall’interno.

Sul fattore umano di incredibile valore tecnico c’è poco da aggiungere a ciò che si è già detto, se non ricordare che qui tra gli altri ha operato fino alla sua scomparsa (1970) uno dei più grandi enologi italiani, Tancredi Biondi Santi che ha tracciato la strada della qualità del Brunello in chiave moderna, incrementata da un elevatissimo know-how enologico nel tempo sviluppato in zona.

Photo by MIlko Chilleri

GLI ASSAGGI

È ora di arrivare agli assaggi dove mi sono concentrato sui Brunello 2017, che hanno complessivamente evidenziato una gestione dell’annata – ostica – da parte dei produttori a dir poco avvincente, complice ovviamente la nobile progenie del terroir.

Sebbene si tratti di vini al principio del loro percorso evolutivo, ho riscontrato sempre cariche cromatiche luminose e assolutamente in linea con la tipologia, un quadro olfattivo più che variegato nella maggior parte dei campioni, talvolta delizioso per “brillantezza” espressiva, dove davvero in pochissimi casi è emerso un uso del legno âgée. L’assaggio è stato per certi versi disarmante: con ritmo gustativo il più delle volte ben cadenzato, asse fresco-sapido ben rispettato e talvolta addirittura preponderante a dispetto dell’annata calda. Di rado ho ravvisato un sorso crudo: l’estrazione fenolica per un buon 80% dei campioni assaggiati è risultata ottimale, sebbene vi siano stati anche vini (20%) con tannini amari e graffianti. In conclusione, il banco di prova è stato più che soddisfacente e talune volte ha superato ogni mia aspettativa sorprendendomi positivamente.

Ciò che è fortemente emerso è che difficilmente al cospetto di un’annata come la 2017 si siano potute identificare le caratteristiche peculiari delle singole micro-zone, ponendo in evidenza come in epoca di stravolgimenti climatici come quelli che stiamo vivendo sarebbe più opportuno parlare di aree produttive più che di singola parcella.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Per il 30° anniversario dell’Anteprima Benvenuto Brunello non potevano che essere 30 i miei migliori assaggi.

Non ho attribuito punteggi, come di consueto dopo un’anteprima pubblico i miei appunti, dei flash essenziali per inquadrare lo stato dei vini ad oggi (metà Novembre 2021).

ALTESINO Montosoli

Grande bouquet dove una cesta di note di frutta e toni floreali incrociano sensazioni di bacche di ginepro, tabacco biondo e anice stellato. Assaggio di classe con tannino smussato a sostegno dell’equilibrio.

CANALICCHIO DI SOPRA

S’insinua con un naso caldo di erbe mediterranee, poi spezie fini e sbuffi di argilla. Bocca raffinata, dal peso calibrato; tannino di ottima caratura.

CAPANNA

Dapprima compresso, si apre con degna espressione d’aromi che ricordano la frutta selvatica, il sambuco, la polvere d’arancia. Assaggio rispondente, raffinato, dal tannino docile.

CAPRILI

Silhouette apertamente floreale con fondo di sottobosco silvestre, ciliegia e cumino. Bocca di assoluta precisione: ha il fascino del corpo asciutto e del tannino scattante.

CARPINETO

Un’etichetta sempre affidabile con naso vistoso su toni di erbe aromatiche, spezie fini, immancabile richiamo alla ciliegia e sbuffi di noci di cola. Bocca saporita (sapida), piena, cristallina.

CASANOVA DI NERI

Naso umorale, con profumi di arancia, fiori rossi, nota di ferro ad anticipare un sorso che sembra accrescersi nel volume gustativo. Il tannino resistente non cede la morsa fino alla chiosa.

CASISANO

Alterna note di resina e liquirizia a sentori di origano e fiori rossi. Sorso succoso: è intonato nell’asse fresco-sapido e squaderna un tannino pregiato.

CIACCI PICCOLOMINI D’ARAGONA

Superlativo il bagaglio olfattivo: una sfilza di frutta rossa e selvatica, timo, menta e pepe rosa. Tannino regale e corpo sostenuto delineano un assaggio spettacolare.

COL D’ORCIA

Precisione e definizione nei ricchi rimandi a mentolo, bacche di ginepro, noci di cola e corteccia. Parimenti accurato nello svolgimento gustativo, è già godibilissimo.

COL DI LAMO

Naso dettagliato, dove ogni descrittore sembra fluttuare nel calice che rilascia una lunga scia odorosa di erbe aromatiche intramezzate da toni di spezie. Il tannino baldanzoso dà una bella prova.

COLLEMATTONI

Bouquet rassicurante su ricordi di frutta rossa, fioritura primaverile, spezie fini, chinotto e spinta balsamica. Sorso ricco, pieno, dal tannino virtuoso; è sapido in uscita.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI CASATO PRIME DONNE

Naso dalle tinte mediterranee, di frutta rossa matura, erbe aromatiche, macis e tripudio floreale. Proporzione e sviluppo avvincente per un gusto assolutamente coerente con l’olfatto.

FATTORIA DEI BARBI

La gloriosa old school nel calice, con un ventaglio aromatico raffinato di fiori rossi, lentisco, buccia di pesca, marasca e spezie. Gusto preciso, saporito, elegante, con tannino squisitamente vitale e lunga chiosa.

GIODO

Tutto al posto giusto! Naso completo con toni di melagranata, spezie dolci, lavanda, un quid mentolato. L’equilibrio fatto a vino pur non mancando di allegra tensione.

IL PALAZZONE

Lascia sfilare ricordi di fumo, erbe aromatiche, bacche selvatiche e note marine di conchiglia. Assaggio in punta di fioretto con grande delicatezza e proporzione.

IL POGGIONE

Sempre vincente, con dote di ciliegia e acqua di rose, poi trapelano ricordi di alghe e liquirizia. In bocca il tannino accarezza e concretizza un assaggio nettamente equilibrato. Infinita la persistenza.

LA MAGIA

È una bella sintesi di eleganza e terroir, con profumi di tabacco biondo, spezie, terriccio ed erbe officinali. Bocca decisamente sapida, ha tannino pettinato e brillante chiusura.

LE CHIUSE

Celebra la terra da cui proviene in maniera egregia, con trama aromatica di menta e pot-pourri accompagnata da note d’agrumi e ciliegia. Bocca carnosa, ben cadenzata; tannino estroverso.

LE GODE

Si esprime con estremo garbo, dalle spezie fini all’apporto fruttato fino ai toni irradianti di legno di sandalo. Sorso di corpo controllato, animato da tocco sapido e bel grip tannico.

LISINI

Naso ben regolato con in bella mostra toni di mora di rovo e arancia amara, tamarindo, spezie ed erbe aromatiche. Sorso virile, dal grip tannico proteso.

MASTROJANNI

Olfatto timbrato da note di spezie scure, fieno odoroso, ricordi fumé. Bocca speculare, equilibrata, dove il territorio è vocalizzato come un inno religioso.

MOCALI DI CIACCI TIZIANO

Bouquet ben compiuto con intenso mix fruttato e floreale, poi erbe aromatiche e incursioni nei profumi del sottobosco. Sorso ben centrato, non si smuove dal suo equilibrio durante tutto l’arco dell’assaggio.

POGGIO DI SOTTO

Si slancia con note di ciliegia ed erbe aromatiche per poi filtrare richiami intriganti di legna arsa e cuoio. L’attacco in bocca è rassicurante e punteggiato dal tannino serico, segue tourbillon d’aromi d’agrumi e spezie fini.

RIDOLFI

Ha aromi freschissimi di resina ed erbe aromatiche, ricordi silvestri e un accenno di frutta selvatica. Sorso pieno e stuzzicante, con tannino sfacciato.

ROBERTO CIPRESSO

Bellissimo naso di ciliegia, liquirizia gommosa, pampepato e un che di tabacco. Al palato ha fiera propulsione tannica e tocco minerale nella lunga chiusura.

SANLORENZO

È uno stupendo ordito d’aromi che sanno di spezie d’oriente ed erbe fini, manciate di noce di cola e un leggiadro tocco di fumo che lo rende ancora più affascinante. Sorso inconfondibile, ricco, pennellato da tannino elegante.

SASSODISOLE

Ventate algide di mentolo spirano su ricordi di ciliegia, china e lieve tocco fumé. Bocca materica, saporita, con tannino cordiale e rimarchevole lunghezza.

SESTI

Generoso e complesso nel bagaglio di tabacco da pipa e pot-pourri, noci di cola e mandorla, ciliegia matura e suggestioni di anisetta. All’assaggio s’accende con equilibrio magistrale; il tannino merita una medaglia al valore.

TALENTI Piero

Il naso è caleidoscopico nei richiami floreali, di felce, ciliegia, un ché di sottobosco, terra e bacche selvatiche. Sorso di furiosa tensione ed estrema purezza, con sfoggio di tannino rilevante.

TIEZZI Vigna Soccorso

Il fresco afflato di felce spira su toni di viola, spezie, resina e tipica componente fruttata in secondo piano. Bocca verticale, con acidità viva e travolgente progressione gustativa che culmina in un finale ben dettagliato.

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2021-11-29T17:28:19+01:00
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