Diffusione del vino in Bag in Box in Italia, intervista a Matteo Bencini di Gimmewine.it

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Intervista a Matteo Bencini di Gimmewine.it sulla diffusione del vino in Bag in Box in Italia

Per analizzare la diffusione del vino in Bag in Box in Italia ho scelto come strumento l’intervista. L’intervista mirata rivolta a osservatori privilegiati come Matteo Bencini di Gimmewine.it, primo portale e-commerce in Europa per numero di etichette proposte di vini in Bag in Box, ci aiuta a misurare ciò che sta accadendo nei consumi del vino in Italia.

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Diffusione del vino in Bag in Box e le trasformazioni sociali e dei consumi del vino nell’Italia di oggi

Molti di voi sanno che prima di essere giornalista sono un sociologo e che il tema delle trasformazioni sociali e dei consumi del vino nell’Italia di oggi sono per me un tema centrale, e nel nostro momento storico il fenomeno della diffusione del vino in Bag in Box è l’attualità.

Nell’ultimo decennio il ruolo di demarcatore sociale del vino si è andato sempre più assottigliando grazie ad una crescita culturale del consumatore, e durante la Pandemia di Covid-19 tra gli aspetti maggiormente emersi vi sono piuttosto la funzione del vino come essenziale complemento alla tavola e di aggregatore sociale soprattutto tra gli appassionati. Chi non ricorda le innumerevoli dirette a tema vino realizzate sui social-media?

Il vino in Bag in Box è cresciuto notevolmente, per le suddette variabili e per l’aumento della richiesta di packaging sostenibili insieme all’incremento consolidato dei consumi di bevande alcoliche. Come risultano altrettanto ottimistiche le previsioni di diffusione del vino in Bag in Box in Italia entro il 2024. Leggi qui l’articolo di Unione Italiana Vini

Dall’apertura canonica della bottiglia al vino in Bag in Box

Come tanti professionisti di settore provengo da una scuola molto rigorosa e tradizionale del mondo del vino, che osserva un certo cerimoniale per l’apertura della bottiglia, ma non posso fare a meno di notare come oggi vi siano sempre più vini in Bag in Box, oltre che sugli scaffali di vendita della GDO, come è scontato che sia, in bella mostra nelle aziende vitivinicole e in enoteca e questo già di per sé fa riflettere molto.

E quindi mi sono domandato il perché di una tale diffusione del vino in Bag in Box in Italia e cosa avesse di diverso il formato rispetto al canonico vino sfuso tuttora venduto in alcune cantine. Guarda il mio reel

Ho cominciato con il documentarmi andando in cerca delle sue origini, scoprendo che alcune cantine che apprezzo molto come la Cooperativa Vinchio Vaglio utilizzano con fierezza il Bag in Box da quasi quindici anni, un’azienda che, vi assicuro, per nulla al mondo sposterebbero il proprio focus dall’idea di qualità, territorio e tradizione. Leggi il mio post 

Vigne dell’Azienda Cooperativa Vinchio Vaglio 

Ma come si può conciliare tutto ciò in un packaging che è letteralmente “un sacchetto in una scatola”?

Ce ne parla Matteo Bencini founder di Gimmewine.it imprenditore che possiede una visione ben focalizzata sul tema.

Home Page del sito Gimmewine.it

Raccontami la storia di Gimmewine.it come e perché è nata?

Se devo essere sincero, Gimmewine.it, nasce un po’ per caso e ora ti spiego come. Vedi, la mia vita imprenditoriale, fino a circa un anno fa, era in un qualche modo divisa in due. Da una parte correva la mia passione per il vino, strada che ho iniziato a percorrere nel 2012 quando ho dato vita alla prima catena di negozi per la vendita di vini sfusi “Divini Sapori” a Livorno e ad un magazzino logistico per la vendita all’ingrosso del vino in formato Bag in Box. Dall’altra parte, la curiosità e la mia passione per l’innovazione, mi ha portato a percorrere la strada dell’online avviando un paio di progetti relativi alla vendita tramite e-commerce. La cosa curiosa è che, sebbene queste due strade potessero intersecarsi con successo, nella realtà non si sono mai incrociate appunto fino ad un anno fa quando, date le condizioni in cui tutti vivevamo, mi sono reso conto che poteva essere un’idea vincente e così è stato.

Aiutaci a capire cos’è e come funziona Il Bag in Box?

Apparentemente il Bag in Box è una scatola di cartone dove è alloggiato un rubinetto per la mescita del vino, ma ciò che più conta è che essa racchiuda una borsa di materiale plastico alimentare flessibile (polietilene) che ad ogni estrazione del vino si ritrae provocando un effetto sottovuoto, aiutato dall’azione di una valvola che non permette all’ossigeno di penetrare.

Va da sé che il vino contenuto può essere così spillato fino al suo esaurimento, senza che si alteri il proprio sapore e in aggiunta dopo l’apertura può essere conservato per parecchio tempo, oltre un mese.

Qual è la forza di questo packaging alternativo?

Più che alternativo lo definirei innovativo. Infatti, ha rotto gli schemi che definivano come scadente il “vino in cartone”. Sempre più cantine stanno inserendo anche il formato in Bag in Box dei loro vini perché gli permette di vendere più merce in un colpo solo e il cliente ha la possibilità di risparmiare e di avere un packaging che, a differenza delle bottiglie, consente una conservazione in perfetto stato per ben 45 giorni dopo l’apertura.

Spillatura da Bag in Box

In effetti il consumo del vino in tetrapak in Italia è associato ad un consumatore poco esigente, quali sono le differenze tra vino in tetrapak e vino in Bag in Box?

Da una parte abbiamo il vino di scarsa qualità che a me piace definire come “da cucina” e in questo caso il packaging è dato solo dal tetrapak. Dall’altra parte abbiamo il Bag in Box che ha un packaging completamente diverso, infatti contiene una sacca di polietilene alimentare dove il vino viene insaccato sottovuoto, un tappo per la spillatura che non fa passare l’aria e infine un cartone a protezione del tutto. In più il vino al suo interno è di qualità nettamente superiore rispetto a quello in tetrapak.

Quanto incide sul prezzo del vino il packaging?

Un grosso errore che la maggior parte delle persone fanno è pensare che il risparmio che si ottiene con le Bag in Box sia solo dovuto al quantitativo acquistato.

In realtà un grosso risparmio si ottiene proprio per l’incidenza del packaging sul prezzo. Infatti, a differenza del vino in bottiglia dove il costo di bottiglia, tappo e capsula incide per ben il 40%, nel Bag in Box, la sacca di polietilene alimentare, il cartone e il rubinetto che non fa passare l’aria durante la spillatura incide solo per il 10%.

Qual è il profilo dell’azienda che imbottiglia vino in Bag in Box?

Ad oggi sempre più cantine che fino a qualche anno fa offrivano solo vino in bottiglia, stanno virando verso l’aggiunta anche del formato Bag in Box proprio per le caratteristiche di cui ti ho parlato prima.

Le aziende che sfruttano principalmente questo formato sono quelle che hanno una gamma di prodotti di qualità media e che hanno capito il potenziale di questo nuovo formato.

Parlando di consumi, è aumentata la diffusione del vino in Bag in Box in Italia?

Per via della nostra abitudine come italiani di essere molto tradizionalisti e di preservare le nostre abitudini questo nuovo formato sta prendendo piede un po’ in ritardo rispetto al resto d’Europa e del Mondo, ma la diffusione del vino in Bag in Box in Italia sta procedendo comunque ad ampie falcate.

Raccontaci che profilo ha il consumatore di vino in Bag in Box?

Il consumatore di vino in Bag in Box è una persona a cui piace il vino nuovo e di pronta beva da tutti i giorni magari da bere durante una cena tra amici o in famiglia durante i pasti.

Un formato Bag in Box da 3 litri

Oggi i giovani hanno maggiore cultura del vino rispetto al passato, pensi che il Bag in Box possa essere un formato ideale per un primo approccio al bere con “cultura”?

Di sicuro può essere un aiuto perché permette ai giovani di avere un prodotto di buona qualità che li permetta di avvicinarsi a questo mondo senza dissanguarsi per il costo.

Si può ipotizzare per il futuro che il vino in Bag in Box diventi una moda tra i millenials e per una parte dei centennials?

Più che una moda, sono convito che possa diventare un formato ancor di più largo consumo che permetterà anche di confezionare prodotti invecchiati e anche quelli frizzanti. Pertanto, sarà sempre più presente nelle tavole di tutti gli italiani e non solo.

Torniamo a parlare del tuo e-commerce Gimmewine.it, nel vostro catalogo sono presenti vini italiani e stranieri, come li selezionate?

Da qualche mese abbiamo inserito una selezione di vini proveniente da Francia, Germania, Cile, California, Spagna e Sud Africa.

Per la loro selezione facciamo una scelta a due step. Il primo step di selezione viene fatto da un nostro importatore che, sulla base delle nostre indicazioni ci propone una serie di nuovi prodotti ogni mese.

A questo punto, l’importatore ci invia dei box come campione e i sommelier del nostro team provvedono a fare un test dettagliato del prodotto. In questo modo abbiamo la possibilità di offrire ai clienti sempre prodotti che siano in linea con i nostri standard.

Oggi non si può prescindere dall’attenzione all’ambiente e il vigneto biologico cresce a vista d’occhio. Che percentuale di vini bio ci sono nel vostro catalogo?

Ad oggi abbiamo 36 articoli Bio, ma siamo alla continua ricerca di nuovi prodotti da inserire.

Su Gimmewine.it ci sono anche vini invecchiati in legno?

Certo abbiamo vini di aziende che hanno deciso di inserire dei prodotti che vengono invecchiati prima di essere confezionati. In questo modo si unisce la comodità del packaging del Bag in Box con un miglioramento notevole della qualità che l’invecchiamento può portare al prodotto.

Che servizi fornite al consumatore?

Quando abbiamo avviato questo progetto ci siamo dati un obiettivo ossia di dare la possibilità ai clienti di sentirsi coccolati al pari di un negozietto di paese.

Se ci pensi è un obiettivo ambizioso per un negozio online come il nostro. Per riuscirci abbiamo deciso come prima cosa di creare un catalogo davvero ampio per il settore, infatti, con gli oltre 240 prodotti siamo il negozio online più ampio d’Europa.

In aggiunta a questo abbiamo inserito un Customer Care sempre pronto ad ascoltare il cliente e una novità assoluta per il settore: un sommelier dedicato che tramite whatsapp o il numero gratuito 0586 1837787 guida i clienti nella scelta della Bag in Box ideale. Parlo di novità in quanto abbiamo voluto sdoganare il concetto che il sommelier è solo per il vino in bottiglia.

Cosa diresti per convincere il purista che non transige sulla sacralità della gestualità dell’apertura della bottiglia?

Sinceramente non credo esista una parola o una frase che possa convincere un purista della sua convinzione. Diverse volte mi capita di leggere dei commenti sotto alle nostre sponsorizzate di Facebook dove veniamo quasi insultati per il fatto che vendiamo vino in Bag in Box ossia – a detta loro – del vino scadente.

Come puoi immaginare la realtà dei fatti è molto diversa rispetto a quella che riportano nei loro commenti e non mettono mai in dubbio le proprie convinzioni, quindi, diventa davvero impossibile fargli cambiare idea.

Lasciami dire Matteo che i commenti dispregiativi sui social lasciano il tempo che trovano, la sindrome dei “keyboard warrior” è aimè dilagante e noi amanti del vino diamo poco peso alle esternazioni di un utente che si manifesta aggressivo.

Ti ringrazio per questa intervista e ti auguro ulteriori grandi successi!

Vigne dell’Azienda Cooperativa Vinchio Vaglio

Crescerà la diffusione del vino in Bag in Box in Italia?

Riguardo alla crescita della diffusione del vino in Bag in Box in Italia oltre alle previsioni dell’Unione Italiana Vini, già citate precedentemente, è il recente rapporto UIV-Osservatorio Vino a far ben sperare. Se nell’ultimo decennio è proseguita la diminuzione del consumo pro capite di vino per gli italiani, è pur vero che “aumenta la platea degli italiani che consumano vino, con quasi 30 milioni di consumatori”. Leggi qui il rapporto 

Va da sé che una buona fetta di questi “nuovi” consumatori di vino ha modelli di consumo completamente diversi da quelli del passato: cerca un formato più pratico da stoccare e infrangibile, che preservi il vino quotidiano più a lungo dopo l’apertura; predilige variare negli assaggi e in questo il vino in Bag in Box è ideale anche per la ristorazione che può offrire diverse proposte al bicchiere con un consumo più agevole (formati da 10 e 20 Litri).

Inoltre, il Bag in Box entusiasma quel pubblico eco-friendly sempre più crescente che non vede di buon occhio l’eccessivo peso del vetro nel trasporto, con un’impronta carbonio ridotta rispetto ad altri imballaggi.  Leggi qui il rapporto di Gaia Consulting Oy – Fonte Alko 

Fonte Alko Finland

Conquistando il primato di soluzione ecologica anche grazie al suo packaging composto da 75% di cartone e 25% di plastica, entrambi materiali riciclabili.

Infine, con un imballaggio in Bag in Box il prezzo di vendita del vino si riduce del 30%, fattore non trascurabile soprattutto con il costo della vita che tende ad aumentare vertiginosamente. Leggi qui l’articolo di Sky Tg24

Mi riprometto di degustare e recensire per voi dei vini in Bag in Box, se non altro perché questa mi sembra una soluzione “democratica” per far sì che tutti possano bere vini di buona qualità al giusto prezzo.

Certo, non vi nascondo che mi mancherà il rituale di apertura della bottiglia con il mio cavatappi personalizzato, ma è già da anni che se ne discute ampiamente, da quando tanti grandi produttori di vino hanno dimostrato la validità del tappo Stelvin abbandonando il sughero. Ma questa è un’altra storia.

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2022-11-07T18:11:31+01:00
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